ISCRIVITI AL GRUPPO SULLA COMPLESSITA’ DELLA RELAZIONE PER DARE UNA SVOLTA ALLA TUA VITA.

Sto promuovendo un “gruppo sulla complessità della relazione” rivolto a tutti coloro che, single o coppie, vogliano elaborare le loro difficoltà, confrontare i loro vissuti e riuscire ad affrontare e superare impasse e nodi conflittuali. La relazione è vita ma siamo costretti a confrontarci quotidianamente sui suoi lati oscuri e su come le sue reazioni psicochimiche a volte siano invece mortifere e stagnanti. Quanto la disfunzionalità della relazione provochi disagi molto spesso clinicamente significativi e quanto le dinamiche a volte distruttive che all’interno di essa si scatenano conducano anche a condotte violente dagli esiti infausti. Perché tutto ciò? Continua a leggere…

amore incatenato

Il 07 marzo del 2014, la collaborazione intrapresa tempo prima con la Compagnia Teatrale Akesi, si concretizza in un incontro formativo con le scuole medie superiori. Gli artisti mettono in scena la loro opera, “Chained Love”, a cui segue, dopo gli inevitabili preliminari delle autorità politiche locali, il mio intervento, dallo stesso titolo, con cui cerco di approfondire le scottanti tematiche animate dalla mirabile rappresentazione degli artisti che, con il loro movimento corporeo, sono riusciti a comunicare con incisività quello che molto spesso le parole non riescono a fare. Io ho cercato di dare voce a quelle emozioni. Non spetta a me dire se ci sono riuscito. Quello che invece posso dire con certezza, essendone stato diretto testimone, è che il dibattito che si è animato con i ragazzi ha superato le nostre flebili aspettative. E ancora di più. In quel contesto è successa una cosa che, a mio parere, testimonia quanto eventi del genere non dovrebbero essere circoscritti ad occasioni sporadiche, bensì, dovrebbero rappresentare una costante all’interno dei programmi formativi delle scuole. Sono occasioni speciali nelle quali i ragazzi hanno la possibilità di potersi esprimere e di parlare di se stessi, delle loro emozioni, di ciò che vivono, delle loro esperienze e di ciò che provano, di quelli che sono i loro conflitti interiori e dei loro disagi e difficoltà. Sono occasioni che permetterebbero di intercettare, come è successo a noi quella mattina, situazioni e problemi in essere che altrimenti rischierebbero di deflagrare in potenziali e rischiose condizioni di disagio, o peggio, di psicopatologia. Queste sono occasioni fondamentali ai fini della prevenzione. Quello che segue è il testo del mio intervento. Continua a leggere…

Il lavoro psicoterapeutico sui sogni 1

Vorrei fare delle riflessioni sull’importanza della psicoterapia e del lavoro sui sogni come possibilità di accesso alla propria dimensione inconscia, questo a partire da due termini molto sfruttati anche nel linguaggio comune: diabolico, diavolo etc., e mostro, mostruoso, etc. I due termini, sembrano avere dei punti in comune, chi non direbbe che ciò che è mostruoso e il diavolo non siano collegati, questo sembrerebbe un assioma indiscutibile per i più. Invece, come sempre, le apparenze ingannano, e questo il ‘diavolo’ lo sa bene. Continua a leggere…

psicologo clinico e psicologo giuridico, ruoli diversi per contesti specifici

In questo articolo vorrei definire bene i ruoli dello psicologo clinico – psicoterapeuta e quelli dello psicologo giuridico forense. Questi due ruoli non vanno confusi, né, tanto meno, sovrapposti. E’ una questione metodologica molto importante, e il professionista deve averla ben chiara dentro di sé,  per non intraprendere pericolose acrobazie dagli esiti incerti, e per non colludere con le richieste dell’utenza, richieste a volte caratterizzate dal desiderio, più o meno consapevole, di trovare un complice.

Per affrontare l’argomento mettiamo a fuoco una situazione specifica, per esempio una psicoterapia di coppia. Continua a leggere…

psicoterapia e vergogna, vergogna della psicoterapia

Psicoterapia e vergogna. La vergogna della psicoterapia. Un problema concreto? Quanto le persone si sentono stigmatizzate avendo la necessità di un percorso psicoterapico, e quanto la vergogna incide sulle resistenze ad iniziarlo? Ho posto sinteticamente questo quesito anche nella mia pagina Google+, dove ho inserito delle immagini provocatorie. Vorrei dare anche qui, nel mio blog dedicato alla psicologia clinica e alla psicoterapia, uno stimolo forte ad interrogarsi su questo fondamentale tema e, mi auguro, che ci siano numerosi commenti e testimonianze in questo senso. L’essere costretti a chiedere aiuto, il senso di fragilità e di impotenza nel rendersi conto di non riuscire a farcela da soli, sono a loro volta degli ingredienti che rinforzano il senso di diversità e di vergogna? Continua a leggere…

lo stato attuale della cultura psicologica 1

Incredibile! Veramente. Siamo nel 2014 e lo stato attuale sulla conoscenza degli italiani della psicoterapia temo che ancora incespichi e nasconda delle paurose lacune e se quello che mi è capitato a me pochi giorni fa non è un’eccezione siamo messi  proprio male a cultura psicologica nel nostro paese. La persona con cui ho interloquito era il titolare di una farmacia e ci si aspetterebbe qualcosa di più. Invece sentite un po’ quello che è successo. Continua a leggere…

Riflessioni per un ambiente operativo più sano

Nel corso di 22 anni di attività professionale in ambito psicologico clinico e psicoterapeutico, ho raccolto molte testimonianze, dai pazienti, sulle loro esperienze lavorative, sui loro vissuti e sulle caratteristiche delle organizzazioni all’interno delle quali erano occupati. Racconti sconcertanti, che hanno squarciato il velo su realtà occupazionali che non mostravano il minimo interesse per il benessere psico – fisico e la sicurezza del lavoratore. Al primo posto, e questo non stupisce, imperava una logica di profitto. Ma a quali costi e in quali circostanze? L’ultima drammatica testimonianza ieri Continua a leggere…

Psicoterapia e transfert

Questo mio articolo vuole essere un’introduzione ad un tema estremamente delicato che continuerò a sviluppare in seguito: il consenso informato in psicoterapia e quanto le dinamiche transferali che si attivano in quel preciso contesto possano o meno lederlo o in quali circostanze questo potrebbe accadere. Lo stimolo forte a rompere gli indugi e a cimentarmi in questa titanica e scottante impresa mi è stato dato da una precisa situazione clinica che mi ha molto coinvolto e che ritengo, in qualche modo, paradigmatica. Un collega psicoterapeuta è stato condannato in primo grado Continua a leggere…

Prendersi cura dell’anima

 

Prendersi cura dell’anima attraverso le immagini e l’immaginazione

Il contributo della psicologia archetipica alla psicoterapia

PREMESSA –

“La psicoterapia ha un profondo bisogno di immaginazione. Soprattutto ha bisogno di porre l’immaginazione in rapporto con il processo che conduce alla guarigione. Questo implica di pensare allo psicologo come creatore di immagini”. Così Rafael Lopez Pedraza, uno tra gli esponenti più interessanti assieme a Thomas Moore della Psicologia Archetipica fondata da James Hillman, introduce il suo libro più importante, “ Hermes e i suoi figli”. Ho deciso di fare mia questa sua esortazione e di porla a premessa di questo mio lavoro teorico per sottolineare a mia volta quanto non solo la psicoterapia ma la civiltà occidentale odierna ha bisogno di recuperare una capacità e una possibilità immaginativa che possano salvarla dalla sua superficialità isterica e dalla sua frenesia psicopatica potenzialmente distruttive. Continua a leggere…

Il bambino interiore

Riflessioni intorno all’immagine simbolica del bambino interno nella formazione psicodinamica degli adulti

I genitori molto spesso portano i loro dubbi circa la possibile presenza di una psicopatologia conclamata nel loro bambino o il timore che questa possa verificarsi.

 Nella mia esperienza di psicoterapeuta impegnato nell’importante contesto dello sportello di ascolto per genitori e insegnanti mi sono reso conto, per quanto riguarda i genitori, di quanto siano al centro degli incontri, seppure assenti, i bambini. La coppia genitoriale, più spesso la madre, portano inevitabilmente le loro ansie relative al loro ruolo di educatori, la paura di sbagliare, di eccedere o di essere negligenti, e molto spesso portano i loro dubbi circa la possibile presenza di una psicopatologia conclamata nel loro bambino o il timore che questa possa verificarsi. Continua a leggere…

attaccamentosvilupporelazionesalute

La fiducia in se stessi parte da una base sicura che ci ha sostenuto un tempo e che poi ci ha permesso di volare con le nostre ali